Home > News > Imprenditoria e Solidarietà: un aiuto non solo economico
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Nonostante la situazione d’emergenza sia globale, l’Associazione Vittorio Tison continua ad operare attivamente in Tanzania. Numerose sono le iniziative ed i progetti avviati con l’intento di proseguire l’opera culturale, scientifica ed umanitaria lasciata dal Prof. Amadori: un impegno importante che può realizzarsi anche grazie alle idee e alla sensibilità di ogni singolo sostenitore. Tra questi, abbiamo scelto di raccontare l’esperienza di Daniele Versari, Presidente di EstadosCafè.

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Dott. Versari, ultimamente si è parlato molto dell’idea della caramella alla vitamina D, nata da un caffè tra lei e il prof. Amadori. Ci può raccontare qualcosa di quell’incontro?
Fu un incontro interessante sotto molti punti di vista. Ricordo che entrambi rifiutammo il cioccolatino di cortesia che ci venne servito insieme al caffè per ragioni diverse: io perché ne avrebbe alterato il retrogusto, il prof. Amadori perché non voleva concedersi troppi strappi alla regola delle sue sane abitudini. Notai tuttavia il suo volto illuminarsi di fronte ad una nuova idea geniale: quella di servire una caramella che avesse in sé un valore aggiunto che l’avrebbe resa un prodotto utile, oltre che un gradito omaggio.

Il prof. Amadori mi spiegò come varie ricerche avessero concordato che l’essere umano, da quando nasce fino alla fine della sua vita, è quasi sempre carente di vitamina D: maggiore questo deficit, maggiore il rischio di essere colpiti da infezioni o patologie. Per questo motivo ultimamente la caramella è stata presa in considerazione sia come piccolo aiuto per prevenire le neoplasie, ma anche come possibile arma di prevenzione contro il Covid-19.

Una piccola idea con un grande impatto, non è così?
Diciamo che questo progetto si è posto tre obiettivi che ha raggiunto in pieno. Il primo, quello più ovvio, è legato alla salute del cliente, che riceve qualcosa che fa bene al suo organismo. In seconda battuta abbiamo utilizzato il prodotto per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della vitamina D. Il terzo obiettivo, invece, è quello prettamente economico: essendo un progetto ampiamente sostenibile risulta facilmente replicabile. Inoltre, abbiamo potuto utilizzare il ricavato della caramella per sostenere la ricerca scientifica presso l’IRST di Meldola e i progetti oncologici in Tanzania dell’Associazione Vittorio Tison, cui il prof. Amadori era particolarmente legato.

img_20210128_103436Lei collabora da tempo con l’Associazione Tison. Cosa l’ha spinta a seguire il prof. Amadori in questa avventura?
Siamo abituati a imprenditori che investono sulla lotta contro il cancro perché colpiti in maniera diretta o indiretta dalla malattia: il mio percorso di avvicinamento al mondo dell’oncologia in generale è avvenuto invece in maniera insolita. Mia madre faceva l’infermiera: sin da quando ero bambino mi raccontava delle sue attività quotidiane in ospedale al servizio dei pazienti. Questa abitudine ha contribuito a far nascere in me l’interesse verso la ricerca scientifica, di cui il prof. Amadori era sicuramente il rappresentante più eminente sul nostro territorio. Dunque, quando finalmente ho fatto la sua conoscenza, per me è stato come raggiungere un traguardo.

Visto il diffondersi del problema cancro, dopo che il prof. Amadori mi ha messo al corrente del suo progetto di costruire un centro oncologico moderno nel territorio della Tanzania per promuovere attività di prevenzione, diagnosi precoce e cura formazione e ricerca, ho subito pensato a una strategia che permettesse di conciliare interessi economici e sociali. Il caffè esportato dalla Tanzania arriva in Europa per poi essere ulteriormente selezionato: ho pensato si potesse trasferire questa fase direttamente in loco. In questo modo, si poteva aumentarne l’economicità e utilizzare quelle risorse per contribuire alla qualità dell’offerta sanitaria del Bugando Cancer Center.